Complimenti a patrizia D’Errico per aver scelto il testo di: Mario Vargas
Lliosa per parlare della vocazione e professione del vero scrittore.
Il tema e gli spunti qui riportati,
tratti dal manuale di Vargas da Patrizia D'Errico, fra l'altro bravissima
scrittrice di numerosi libri, fanno capire quanto sia difficile e tortuosa la
strada che, normalmente, deve percorrere uno scrittore per diventare un buon
romanziere.
Lei ci parla dei grandi romanzieri come
Flaubert, che personalmente definirei: il cesellatore dei dettagli,
infatti, nei suoi romanzi descrive i luoghi, le persone, le azioni, le
cose con immensa precisione tanto che man mano che la lettura va avanti si riesce a poterli vedere, una grande qualità questa, del romanziere, far vivere ciò che
lui ha pescato nel suo vissuto e trapiantato nel suo romanzo, così facendoci
vivere l'epoca in cui ha scritto il suo romanzo. Perché all'epoca, non c'erano
i mezzi tecnologici che oggi abbiamo e che purtroppo hanno tolto il fascino
dell'immaginazione che un bravo romanziere come lui, ne descrivesse i dettagli,
così come un grande pittore, come ad esempio: Antonello da Messina e tanti
altri dell'epoca, hanno dipinto i loro quadri e
per fortuna, perché oggi tramite loro ne
sappiamo tanto di più sui loro costumi ed usi! Su questo, appunto, mi
soffermerei per dire che scrivere non è macchiare un foglio di carta bianca e
se così fosse, bisognerebbe che quell'inchiostro, oltre a macchiare la carta,
dovrebbe lasciare di sé una impronta indelebile nel cuore e nella mente di chi
leggendo ne conserva le immagini descritte, le sensazioni, sin anche olfattive
di ciò che è stato descritto, oltre a quelle sensazioni che arrivano a
scatenare tutti gli altri sensi, svegliando nel lettore l'interesse per
comprenderne il senso, tanto, da farlo sentire protagonista della storia e non
solo lettore passivo. Ciò premesso, ho sempre pensato che un bravo romanziere
ha bisogno di alleati da portare con sé nel suo bagaglio, per intraprendere il
lungo viaggio che si è prefissato di fare e questi, senza alcun dubbio, sono:
la vocazione, sì perché senza non si va da nessuna parte, perché deve
sentire quella voce in sé che lo spinge ad affrontare l'avventura con tutti i
ma e i se che possono scoraggiarlo durante la sua missione.
Egli deve avere come alleato l'amore la passione
per la scrittura, che serve ad alimentare, come il fuoco, la fiamma che arde in
lui, con lo stesso amore, di quando si è innamorati, pronti ad affrontare tutti
i pericoli, senza curarsi del parere altrui, andare avanti nel suo
intento, votato a raggiungere l'altro cuore.
Avere la tenacia e la costanza, nel volere
apprendere anche se gli costerà tempo e pazienza, anche questi due elementi
sono alleati basilari per la sua impresa.
Avere la mente libera da tutte le distrazioni,
che possono forviare o intralciare il percorso, facendogli perdere tempo. Avere
una dose smisurata di fantasia da seminare, per far nascere fior di pensieri
lungo il cammino, là dove l'impossibile può avverarsi.
Ma questi ed altri alleati, per uno scrittore
devono seguire i ritmi di marcia e di regole che lui stesso deve imporsi per
avere un buon o discreto risultato, perché qualcuno alla fine lo legga.
Manca ancora un fattore principale che a volte
sfugge a molti e che definirei l'inizio e la fine del percorso di un
romanziere, ci vuole un proprio stile e soprattutto la componente che
chiamiamo: originalità, che con la propria fantasia sono la carta vincente. La
fantasia è una creatura che non ha volto poiché se il suo nome è alla sua
altezza di essere tale, essa deve cambiare lineamenti ad ogni attimo e questo
dev'essere il biglietto suo da visita fan-ta-sia, che sia la tua fan, che essa
non sciami nel nulla al primo intoppo, che sia il veliero che trasporta i
pensieri in un mare, oceano, universo immenso che risiede in uno spazio
apparentemente piccolo... il cervello.
È vero quanto dice Vargas, che si diventa
schiavi della propria passione, la propria vita è un tutt'uno con la passione
che alimenta quella penna sempre pronta a guidare sul foglio l'ultimo pensiero
appena nato e così all'infinito senza mai essere stanchi o sazi di raccontare,
creare, e sorprendersi.
Grazie a Patrizia, che ha avuto l'idea di
effettuare queste video lezioni, in cui ognuno può dire la sua, ma soprattutto,
ascoltando le sue riflessioni e quelle dei grandi della letteratura dai quali
non si può che imparare. Grazie e complimenti vivissimi👏👏👏🌹
Anna Giordano