domenica 16 aprile 2017

DISCORRENDO, CORRENDO VERSO L'AMORE



Non è con la guerra che si costruisce la pace, 
ma con l'amore che disarma chi è armato, 
poiché non ha bisogno di sparare chi non l'aggredisce. 
La pace è la chimera di tutti, 
ma sono pochi a sognarla 
come stato permanente di ogni nazione.
La pace è il rispetto che si ha per gli altri, 
ma su tutto per se stessi
Chi semina guerra raccoglierà  guerra 
e con essa la distruzione di ogni buon sentimento, 
l'odio abiterà  nei cuori 
e per la pace non ci sarà più scampo. 

Quando dicono che non ci sono soldi  per sfamare chi popola il terzo mondo, forse dimenticano i soldi sprecati per alimentare le guerre, che 
basterebbero non solo per sfamare, ma farebbero vivere in pace il mondo intero, cancellando la povertà.
Il vero problema risiede nella testa di coloro che, per educazione ricevuta, coltivano l'idea di essere migliori esercitando ed imponendo la propria forza con il potere e le armi. 
Nessuno ha insegnato loro che siamo solo di passaggio?
Questa continua supremazia del forte sul debole è e sarà la vera bestia da combattere! 
Penso che, in quanto donna, la donna debba farsi carico, innanzi tutto , d'insegnare l'amore, l'umiltà , la pace ai propri figli. 
Di prendersi le responsabilità verso la loro educazione, di farli crescere, insieme al marito o compagno, in un atmosfera di vera famiglia, dove vigono le regole dell'educazione, basate principalmente sul rispetto e l'amore per il prossimo. 
Senza regole si corre verso l'anarchia, che stravolge ogni verità. Il compito di una mamma o padre, dovrebbe, responsabilizzare, in rapporto all'età, i propri figli che saranno  i futuri padri e madri delle società a venire.  
Fin quando non ci saranno delle vere e proprie responsabilità verso i propri figli, in quanto genitori, e non amici dei figli o difensori a torto per le marachelle degli angioletti, futuri diavoletti... correremo verso il baratro di questa società che di giorno in giorno si disgrega sempre di più, fino a creare una determinata incompatibilità  fra gli esseri umani, causando l'autodistruzione degli stessi. 

L'uomo sembra che stia attraversando un momento di capovolgimento attitudinale, tutto si sta ribaltando. Sembra che le sue azioni stiano ritornando a riflettere quelle delle sue origini primordiali; ritornando all'era delle caverne. 
Oggi sono molti per non dire troppi, gli uomini che hanno potere di vita e di morte sulle donne, in particolare. 
La donna, figura da sempre sottomessa all'uomo e non solo all'epoca delle caverne; oggi la donna subisce ancora e paga con la vita, le prepotenze dell'uomo. 
Se si mette a confronto l'uomo primitivo e quello attuale, vediamo che non ci sono differenze dal punto di vista di comportamento poiché i due hanno potere e dispotismo sulla donna. 
Malgrado ci sia un abisso fra i due dal punto di vista evolutivo dei tempi, ma che non ha cambiato comunque nulla nel modo di vedere la donna, poiché per un sì o per un no, vengono private della loro vita. 

Allora mi rivolgo alle mamme e dico loro che educare i figli sia la cosa più importante che ci sia, se vogliamo che il mondo possa cambiare! Educhiamoli a rispettare la donna e l'uomo, con gli stessi principi e senza differenze di sesso; apprendiamo loro a fare i lavori domestici, come lo facciamo con le bambine, installiamo con loro il dialogo e non lasciamoli soli con un PC, o telefonino. 
Facciamo in modo che si sentano accuditi, seguiti, insegnando loro la tolleranza, la carità, l'Amore verso se stessi e verso gli altri, insegniamo loro  a saper distinguere il bene dal male. 
Facciamo loro degli esempi, i bambini amano le favole non li facciamo diventare subito adulti, diamo loro il tempo di vivere la loro età , permettendogli di pensare, di capire. 
Non facciamo dei nostri bambini dei mostri, lasciamogli 
la loro ingenuità senza deriderli. 
Guardiamoli dormire e capiremo quanto sono fragili. 
Non esercitiamo su di loro le nostre esigenze, inclusa la fretta di farli crescere. 
Diamo loro il tempo di assimilare attraverso le loro esperienze, minuto dopo minuto, ora dopo ora, giorno dopo giorno, anno dopo anno, con la cadenza del tempo che ci vuole, vissuto in ogni suo attimo; anche se è difficile conciliare il tempo degli adulti con quello dei bambini, ma una cosa è certa che un genitore, in particolare le mamme, sanno che mettendo al mondo un figlio hanno l'obbligo di occuparsene. Essere mamma non vuol dire solo essere genitrice, dare la vita è molto più semplice che educarli. Una buona mamma veglia all'incolumità del proprio figlio, ma non solo quella del corpo, deve soprattutto 
vegliare a quella della sua anima... Se vogliamo 
che i nostri figli e figlie non debbano vivere nell'angoscia 
della guerra e la distruzione, dovuta all'assenza 
di educazione alla pace e al rispetto. 
Seminiamo nella loro vita l'Amore l'unico antidoto 
contro il male.  


12/03/2017 Anna Giordano

giovedì 13 aprile 2017

La magia del divagare nei ragionamenti.



Prendendo una parola a caso come: infinito, che normalmente ed etimologicamente indica ciò che non ha fine, ma che personalmente ho voluto pensare e di conseguenza, divagare, confidando il mio pensiero a questo foglio cambiando il mio punto di vista capovolgendo il significato della parola, scrivendo quanto segue:  In- finito = nel finito.

Con la parola “infinito” si definisce ciò che non ha fine, senza limiti, dando una dimensione non finita al pensiero, che la rende finita. 
Cerco di spiegarmi o almeno ci provo, ragionando con me ed il foglio…Una cosa che è finita è definita dal pensiero, qualcosa che ha tutte le caratteristiche per essere definita tale. L’infinito, in un certo senso, assume un concetto di finito anche se la parola è nata per dire che non ha limite, ma che comunque, definisce con essa il limite del suo significato. Se penso al mare che non è infinito, eppure molte volte è indicato come tale in quanto immenso e, apparentemente, senza limite. Paragonandolo all'infinito, anche non essendolo, la parola: infinito, dona al mare l’immagine di qualcosa che non ha fine e né limite poiché sconfina oltre il nostro sguardo.
 Permettendo alla nostra mente di capire con semplicità l’idea della sua smisurata quantità d’acqua da cui è composto e senza doverne quantificare in cifre i litri, rendendo la visione o idea che sia, più complicata da capire di quanto sia enorme la sua massa d’acqua, quando invece, può darla da sola la parola: infinito. Ciò aiuta a rendere l’idea, almeno credo,  sul significato di questa parola, limitando l’infinito ad essere contenuta in una piccola parola di solo otto lettere e che  a sua volta, limita in essa la quantità senza fine. E allora, direi proprio che l’infinito risieda nel suono delle parole. Parole per le quali, bastano solo ventisei lettere, comprese le vocali, che ci servono per  parlare e scrivere all'infinito, ed il paradosso sta proprio nell'usare un numero di lettere definito per farlo. Come  pure per i numeri, con nove numeri, più lo zero, si possono generare tutte le possibilità numeriche, infinite e finite, così anche per le note musicali che sono sette e bastano per imbastire ritmi e melodie a perdita d’udito. Che meraviglia l’estro delle menti che con un esiguo numero di lettere, numeri o note possano creare col loro limite: l’infinito.

07/03/2017 Anna Giordano





mercoledì 22 marzo 2017

Gemma di vita

    
Eccola,  è qui,
sul dorso della mano,
gemma di vita.
Venuta da lontano,
smarrita, un po’ stordita,
guarda il luogo in cui è approdata .
Penso al suo peregrinare,
alla sua folle corsa,
per giungere poi sulla mia mano.
Chissà quanti i luoghi, 
sul suo cammino,
quante le rocce, i ciottoli e sentieri,
prima di giungere a me, 
ha lei baciato? 
Nella sua corsa folle 
verso l’orizzonte marino,
spinta dalla sua forza unita alle altre gemme,
per ritornare al luogo da cui era partita.
il suo destino, 
nelle mie mani. 
Cercava l’inizio 
ed ha trovato la fine,
su questa mano che ignara, 
non sa come farla proseguire .
Guardo la gemma, 
abbaglia la mia vista
e invita le mie labbra a baciarla , 
e … la  goccia tremante,
in bocca, si scioglie.

Anna Giordano 


domenica 19 marzo 2017

INTARSI



Com’è bello l’intarsio di cielo, tra il bianco e l’azzurro,
trama tessuta fra i rami di alberi spogli.

Il volo di un’aquila fruga nell’aria di gelo tagliente.

Imbiancata è la valle ed i pini guardiani
sorridono al raggio di sole immaturo
che  occhieggia tra cime di monti sovrani
vestiti di bianco virgineo.

Sensazioni pulite  di quiete

s’adagiano mute nel lago dell’anima.                   


15/09/2016   Anna Giordano

L’ONESTÀ è...


“L'onestà non paga”, è quello che si dice,
forse per chi non ne conosce il volto,
ma so che il cuore appaga,
rendendo l'anima radiosa.

Onestà,
fautrice della moralità,
sostegno dell’umanità
basato  sulla verità.

Onesto è chi il giorno vive e 
 non v'è notte che lo sfiori,
chi la sua vita regala agli altri
e degli affanni loro si colora.

Onesto è chi con piacere dona, 
e mai si pente del suo gesto,
chi dell'amico stringe la mano, 
e mai parla male di lui in sua assenza.

Onesto è chi mai nega la ragione agli altri,
chi non conosce ipocrisia e menzogna,
chi concede il diritto del dubbio
e ha l’umiltà di riconoscere i suoi errori.

Ognuno, all’onestà soccombe con piacere
 ad ogni suo slancio,
e più la vive e più si rende conto
che senza, sarebbe sempre notte fonda.

È aria pura,
tutta da respirare,
rigenera l'anima e inonda di luce candida
lo sguardo di chi 
onesto
mena la sua vita.


 Anna Giordano 26/09/2016



sabato 18 marzo 2017

IL DENARO

 Il denaro è come la pietra filosofale, trasforma l'uomo e i suoi migliori aspetti facendo emergere quelli  cattivi. 
Molte volte, per non dire sempre, ne rivela i suoi peggiori lati oscuri. Trasforma i sogni in realtà, permette di sopravvivere, vero! Ma può anche trasformare l'amicizia in odio, l'amore in  interesse, la vita in inferno, la pace in guerra, la semplicità in opulenza, il povero in ricco, l'umile in superbo o il buono in cattivo. Dove c'è il denaro c'è ricchezza materiale, ma povertà morale. 
Trasforma, troppe volte,  in prepotenza e potere,  chi lo possiede ed apre le porte a tutte le iniquità; rende schiavo e dipendente chi lo tocca e, come droga, offusca la mente. 

Chi ne possiede crede che tutto sia possibile, tutto si possa comprare compreso i sentimenti che riesce a cancellare, come una gomma; dove passa il denaro tutto scompare, l'onestà  sovente diventa disonesta , il male diventa prefisso per tutte le parole che lo incontrano: 
malasanità, che per denaro trasforma sovente la professione onorata di un medico, in persona incurante e senza coscienza; il malaffare, i professionisti in denaro-dipendenti che costruiscono case ponti strade e tante altre opere senza il cemento. Sì, cemento come quello che dovrebbe saldare la fiducia dei poveri innocenti che, fidandosi, rimangono fregati o vittime della loro ingordigia  e così via, man, mano… come il giudice venduto, o il generale affiliato alla malavita. Come pure lo spacciatore che uccide tante vite innocenti e spende il suo sporco denaro bevendo, festeggiando, facendo vita agiata insieme ai propri boss; sfruttando i morti viventi per brevi tempi, poiché son sempre in cerca dei rimpiazzanti, giovani innocenti, a chi vendono la dose,  che cadono imperterriti nella loro trappola, pur conoscendone gli effetti letali, e non capisco il perché e né quale sia la ragione che l’induca ad assumere quella terribile e scheletrica signora, falciatrice di vite umane dal nome: Droga.

Giocatori d'azzardo che per bramosia di possedere sempre  più denaro s’impoveriscono, perdendo il poco o il molto che hanno e trascinano nel vortice distruttivo anche la propria famiglia.
Oppure il mal odorante denaro che induce le giovani ragazzine, cresciute senza valori o contagiate da questa società malata, a mettersi in vendita, volutamente, per diventare le schiave moderne del sesso, di un progresso latente. 
Per denaro si uccide, si truffa, si ruba, si timbra la presenza in sua assenza, si chiede l'elemosina ingannando, si fa la cresta sul peso della spesa alla vecchietta, si uccidono i genitori, nonni e bambini. Il denaro:  lo sterco del diavolo, una definizione appropriata perché sovente, sporca chi lo tocca trasformandolo a sua sembianza.
 Allora sorge in me la solita domanda: Perché?

Perché non contentarsi di quello che si ha, senza che ci si sporchi di assidua mal onestà, che bussa con insistenza per entrare in ogni vita, promettendo agi e ricchezze in cambio della pace.
C’è anche chi di soldi ne ha perché ha lavorato onestamente, e c’è anche chi  divide la sua ricchezza con chi non è agiato o versa nella miseria assoluta. Per molti,  i soldi, e per fortuna, sono soltanto un mezzo di sopravvivenza, senza strafare e cadere nell'opulenza sfrenata dell’egocentrismo, quella che rende insensibili e ciechi verso le altrui vite.
Ma ancora una volta, per fortuna, esistono persone che onestamente lavorano e trasformano, lavando, il denaro sempre maleodorante, col sudore della propria fronte, l’unico detergente che lo profuma d'onestà; anche se, quello stesso denaro, purtroppo girando di mano in mano, ricade nel giro infernale di mani poco pulite e ridiventa infestante, contagiando la vita di chi si crede immortale e cerca d’accumularne con qualsiasi mezzo, dimenticando che l’orologio della vita prima o poi si fermerà.


19/02/2017  Anna Giordano