martedì 18 giugno 2019

I RESTI DELLA SOLITUDINE




Anche la solitudine invecchia.

Profumo di caffè ammuffito
in una tazza sul lavello ossidato.

Nulla più brilla,
se non i suoi occhi
e il tutto si riflette
nello specchio
macchiato dagli anni,
unico amico sincero che
ascolta parlare il silenzio
e muto…

risponde.

Anna Giordano  07/10/2012

COME SAREBBE IL MONDO SENZA SENTIMENTI?


Come sarebbe il mondo se non ci fossero i sentimenti? 
Sarebbe forse un cumulo di macerie lasciate dalle guerre, oppure tutto un ammasso di anime inferocite dal degrado, un cumulo di persone inermi perché paralizzate dalla dose giornaliera, che manca. 
Cosa sarebbe il mondo senza i sentimenti? Sarebbe una scatola vuota in cui stipati come soldatini di piombo, aspetteremmo la fine dei nostri giorni. 
Le nostre vite sarebbero senza senso, non può esserci vita dove manca l'amore, il re di tutti i sentimenti. 
Sarebbe un duro colpo all'esistenza. 
Se essi non ci fossero, sia quelli buoni, così come i cattivi, non ci sarebbero le differenze e neppure le coscienze, per valutare le azioni che ogni giorno facciamo, saremmo tutti uguali, un popolo di perdenti oppure dei robot, che stanno invadendo il mondo in cui viviamo, coi quali ci stanno abituando a condividere il tempo, dimezzando il nostro che ci è destinato a vivere con una data sconosciuta per scadenza. 

Coltiviamo i sentimenti, che in molti buttano al vento, lasciandosi portare lontano, dai sani principi del vivere, essendo prigionieri del progresso, rinchiuso troppo spesso in una scatola che tutti condiziona amaramente e ci consola facendoci suoi prigionieri inconsapevolmente.

Se i sentimenti sparissero, saremmo tutti uguali a dei robot con una intelligenza artificiale e programmati a stare davanti a un monitor per sapere, come già , purtroppo succede, se dall'altro lato non c'è qualcuno che ti ascolta, semmai sarà un androide senza un cuore anche se ha un volto . 
Insomma, penso d'essermi espressa, in quanto umana e con un cuore, che ancora batte ed un cervello che pensa, di aver capito, forse, come tanti altri, che i sentimenti stanno scomparendo e l'essere umano sta mutando. 
Altrimenti, non si spiegherebbe il perché di tanta violenza, che imperversa in tutto il mondo. 
I sentimenti sono il nostro scudo, se lo facciamo cadere o a poco a poco lo assottigliamo, diventerà invisibile e l'umanità sarà ancora una volta vulnerabile per essere annientata. 
All'apice del tutto ci sarà chi farà per il mondo una nuova era, da dove tutto ricomincerà partendo da zero, così come all'inizio d'ogni mistero, l'uomo inizierà a conoscere i sentimenti per costruire un mondo nuovo, basato su essi, ma se non starà attento a proteggere i sentimenti, col tempo ricadrà nella stessa trappola e schiavo delle sue stesse azioni. 

Per cui fermiamoci un momento e riflettiamo un attimo, noi siamo ancora in tempo per fare rientrare i sentimenti buoni nel nostro cuore, che in molti hanno già escluso, lasciando per il momento solo i cattivi, che anch'essi col tempo si estingueranno per fare di noi tutti soltanto dei robot, contando alla rovescia ed autodistruggerci. 

Anna Giordano 18/06/2019

lunedì 17 giugno 2019

PENSIERI SPARSI



Puntare il dito è un gesto che sovente si fa, a volte senza neppure riflettere. 

Il gesto può significare tante cose, come: 
accusare, indicare, cogliere l'attenzione, condividere con una o più persone qualcosa di rilevante, tanto da attirare la propria e l'altrui attenzione verso un punto, che diventa anche un punto d'incontro...
Quindi, il dito è il primo punto da osservare per sapere dove conduce lo sguardo.
 È   un po' come  un semaforo, attira l'attenzione guardandolo per rendersi conto su cosa fare.
Il dito, come il semaforo ha la sua  importanza, suscitano entrambi attenzione, indicano, ma dopo passano in secondo piano; il resto che presta interesse è l’oltre, oltre il dito, oltre il semaforo diventa una personale scelta.
Scegliere se fermarsi al giallo, quando si può ancora andare oltre oppure fermarsi, tenendo conto di tutti gli altri fattori, la prudenza nel fermarsi o la sfrontatezza nel passare rischiando il rosso,  mettendo così in pericolo le persone che sono sulla stessa strada.
Penso proprio che guardare il dito, porti automaticamente, a dover tenere conto di tutto il resto per capire cosa e perché stiamo guardando e cosa vediamo, e gli altri come vedono il punto che indica! Se fosse altrimenti, il punto indicato rimarrebbe solo un punto perso nel nulla, al quale non si riuscirebbe a dare un’identità o spiegazione a tutto quel che ne segue, così come l’utilità di un semaforo nel deserto.

14/10/2015 Anna Giordano 


giovedì 13 giugno 2019

PENSIERI SERALI SULL'AMORE




L’amore non può essere un dovere poiché è il sentimento più libero che possa esistere, l’amore non ha una logica segue l’impulso del cuore, l’amore è cieco per grazia di Dio poiché non fa distinzione né di razza, né di casta, né di bellezza…

L’amore è la cosa più bella che possediamo, vive in ognuno di noi, basta coltivarlo, più lo si regala e più cresce nel cuore. Se si possiede un briciolo d’amore e lo si tiene stretto nel cuore senza condividerlo, si annullerà. L’amore diventa tale solo quando si dona. Dare amore vuol dire riceverne. Un gesto d’amore verso chi ne ha bisogno riempie l’anima e gli occhi di lacrime di gioia. Dare è un atto d’amore e quando il cuore lo dà non guarda quanto ne possiede, no, lo fa d’impulso senza ragionarci sopra


Quanta passione,
quanta magnanimità,
quanta grazia, dolcezza,
comprensione,voglia di vivere...
Quanto dolore lenisce l'amore!
Quanto ardore,
quanta devozione,
quanto altruismo,
quanta implorazione,
quanta disperazione
racchiude un cuore colmo d’amore!

Anna Giordano

martedì 11 giugno 2019

Pensieri serali: LA POLITICA


"La politica più la frequenti e più scopri che è una puttana."

"La Politica è una signora che non invecchia mai perché nella sua borsa cela migliaia di maschere. Ne  indossa una ogni volta,  per non farsi riconoscere e così, inganna chiunque con il suo nuovo aspetto, anche se, immancabilmente, si tradisce poiché i suoi atteggiamenti rimangono sempre gli stessi."

Anna Giordano 10/06/2019

lunedì 10 giugno 2019

Pensieri serali: osservare, potere, osare domandare

Se osservi conosci, 
se vuoi puoi,
se osi domandare ottieni.

Gli occhi servono per vedere e conoscere allo stesso tempo, anche se, capita, che chi guarda a volte non vede perché non osserva, ma lascia lo sguardo vagare senza vedere. Chi osserva presta attenzione a quel che vede e per cui,  ciò che vede si trasforma in conoscenza.

La volontà  porta al superamento di ogni ostacolo. Solo se si vuole veramente raggiungere il proprio obiettivo.

Osare è il modo più efficace  per ottenere. 
Per conoscere una risposta affermativa o negativa che sia, se non si osa porre alcuna domanda la risposta rimarrà un punto interrogativo, compreso il rimorso per non avere osato porla.

Ogni domanda comporta una risposta, che può essere affermativa o negativa, la cosa certa che se non si osa porla di sicuro non ci sarà alternativa se non, che a quella negativa.

Anna Giordano  5 maggio 2019

martedì 4 giugno 2019

IL MASSIMO DEL CUORE (DEDICATA A MASSIMO TROISI)



Lui, si chiamava Massimo,
 anche se lui non si sentiva d'essere il massimo!

Era un ragazzo timido e scontroso,
che non parlava italiano,
perché  la sua lingua, 
diceva,  
era il napoletano.

A lui bastava osservare e dai suoi occhi buoni,
ognuno, anche senza parlare,
intuiva,
quello che il suo cuore diceva.

Il cervello, gli serviva, sì, 
per pensare, 
ma nulla trapelava dalla sua bocca
se prima non passava per il cuore...

Lui dava, a chi l'incontrava:
al cinema, in teatro, inTV oppure in piazza,
un pezzo del suo cuore,
fin quando, a forza di donarlo,

non ne lasciò per lui 
neppure un soffio.



'O Massimo d''o core       ( A Massimo Troisi)

'O nomme suje era Massimo,
pure si isso, nun se senteva 'e essere 
'o mmassimo!

Era nu guaglione 'e  natura,
 timido e nu poco scuntruso.

Nun parlava italiano, 
pecché a lengua soje, diceva, 
ch’ era 'o napulitano!

A isso ll'abbastave 'e guardà,
cu chill'uocchie suje, buone,
c’ognuno, pure si nun parlava,
capeva,
chello ca 'o core suje diceva. 

'O cerviello, sì,
 lle serveva pe' penzà,
 ma niente asceva 'a chella vocca,
si primma nun passava pe' 'o core suje.

Isso deva a chi 'o 'ncuntrava:
‘o cinema, 'o teatro,in TV o miezzo a 'na piazza,
 'nu piezzo 'e core suje,
c”a fforza d''o regalà, nun ne lasciaje pe' isso,
manco nu sciuscio.


01/06/2019  Anna Giordano