lunedì 17 febbraio 2025

LIVE: Arno Babadjanian - Elegy | Hayk Melikyan



Stupenda musica di un altro compositore armeno : 

Hayk Melikyan.

Un invito all'ascolto da non mancare.

domenica 9 febbraio 2025

QUANDO LA CUCINA DIVENTA ARTE- PICCOLI CONSIGLI UTILI.

 

Quando la cucina diventa "Arte" 

Avete presente l'atelier di un artista?
Munito di tutti i suoi attrezzi per ideare e mettere in opera le proprie capacità, che si traducono: in quadri, sculture, musiche, poesie, insomma il luogo in cui, l'ispirazione può trasformarsi in Arte.

Ebbene, in ogni casa esiste un atelier chiamato "cucina".
Per molti può sembrare una prigione, in cui si svolge un obbligo noioso, senza alcuno stimolo, un'abitudine quotidiana che si traduce col mettersi ai fornelli per preparare il pasto o la cena, senza metterci quegli ingredienti che sono: l'entusiasmo, la genialità, la fantasia, l'improvvisazione,che dovrebbero tradursi in ispirazioni per creare un piatto, e farne un'opera unica firmata dal tocco personale, proprio come l'artista fa con le sue opere.

La cucina è Arte e come tale bisogna trattarla.
Per realizzare un buon piatto, bisogna mettere in atto i propri sensi, pregustando la pietanza, ancor prima di averla preparata, avere voglia di assaporarla ,per il piacere delle papille, deliziarsi nel prepararla per gustarne la bontà.

Essere buongustai aiuta a far lavorare la fantasia, per fare di un piatto ordinario un piatto differente, unico, originale.

Per questo, basta conoscere i gusti, gli odori, la consistenza di ogni ingrediente, per raggiungere con la mente l'intreccio dei sapori, ancor prima di realizzare il piatto, e sentire se sono compatibili fra loro, questo: per andare a colpo sicuro sull'inventiva in cucina.

Un altro fattore , di cui bisogna tenere conto, affinché il tutto sia in armonia, è quello di ottenere un risultato non solo gustativo, che indubbiamente è il più importante, ma quello di raggiungere un risultato anche visivo, poiché una pietanza: va prima ammirata ( mangiata con gli occhi) , poi gustata , senza dimenticare l'olfatto, che è molto importante, poiché aiuta il gusto ad essere percepito.

La cucina è composizione: tattile, visiva, olfattiva, gustativa, così come il pittore mette su tela i colori, dando forma al soggetto che ritrae, che pur se è solo un banale paesaggio, col suo tocco personale ne fa uno capolavoro.

Quindi da non dimenticare: che preparare un piatto, è anche sapere mettere insieme: i colori oltre ai sapori e gli odori, senza omettere che la cucina è l'alchimia di un insieme di ingredienti che si trasformano, in una formula magica di sapori.  


                                             Piccoli consigli pratici

In questa capitolo avete l'opportunità, e parlo per coloro che non hanno molta esperienza, con la cucina in generale, di apprendere alcune conoscenze e consigli che vi saranno d'aiuto in cucina ed anche per l'igiene nella preparazione dei cibi. 

Troverete in questo spazio, delle cose che possono far sorgere in voi dei perché, come ad esempio:

 1) Perché aggiungere sempre fuori dal fuoco le erbe aromatiche, come il basilico, il prezzemolo, che sono le erbe aromatiche le più comunemente usate? Perché aggiungendole solo alla fine della  cottura, permettono ai loro oli essenziali, di sprigionarsi grazie al calore senza cuocerli, così si raggiunge il massimo della loro fragranza che diventa quasi tattile all'olfatto esaltando il gusto delle pietanze. Inoltre per quel che riguarda il prezzemolo, esso può sprigionare una parte di tossicità se fatto soffriggere in olio ad alta temperatura, in più, siccome contiene vitamina C,  fatto cuocere ad alte temperature come tutti gli ortaggi e frutti , ne perderebbe le proprietà. Si sconsiglia di congelare il prezzemolo sempre per la stessa ragione delle alte temperature, così pure per le basse temperature.

 Per il basilico invece, aggiungerei che è estremamente delicato quindi si consiglia lavarlo solo quando deve essere adoperato e non tagliarlo con un coltello, perché si ossida al contatto col metallo diventando nero e se ne altera il profumo, ma vi consiglio di spezzettarlo grossolanamente con le dita, se non si possiede un coltello in legno o in porcellana.

2) Perché non si deve mai ricongelare un alimento che è stato scongelato?

Semplicemente perché è stata interrotta la catena (continuità) del freddo, poiché il cambiamento di temperatura fa aumentare nei cibi la proliferazione dei batteri che si sviluppano ad una velocità inimmaginabile. Quindi, i cibi surgelati o congelati che siano, vanno scongelati in frigo e non a temperatura ambiente. Mai ricongelare un cibo scongelato anche solo a metà, il solo fatto di aver esposto il prodotto surgelato ad una temperatura più alta che non quella del congelatore, dà inizio allo scongelamento rendendo il cibo improprio al consumo, se questo viene ricongelato. 

3) Perché gli spinaci vanno consumati una volta cotti?

Perché essi sono soggetti ad un processo di decomposizione e ossidazione abbastanza rapido per cui è preferibile cuocerli e consumarli in giornata.

 

4) Perché i funghi secchi non vanno mai lasciati a bagno in recipienti metallici?

 Perché il metallo può causare un'alterazione in questo alimento che a sua volta può causare disturbi a chi li ingerisce, è consigliabile lasciare in ammollo i funghi secchi in recipienti di terracotta, porcellana, vetro, legno o plastica. 

5) Perché le uova non vanno mai lavate? Mai lavate se non prima dell'uso soprattutto se presentano tracce di escrementi e per cui vanno pulite con carta asciutta o se necessario appena umida, buttare la carta utilizzata per non contaminare le superfici di lavoro, e lavarsi le mani con detergente prima di continuare il lavoro? Lavare le uova permette ai germi esterni di contaminare la cuticola interna e così l’uovo, con la salmonella, che spesso si trova nelle feci della gallina per cui sul guscio.

Inoltre lavando le uova, toglieremo la pellicola protettiva permettendo al guscio di aprire i suoi pori ed assorbire gli odori circostanti oltre a poter infettare l’uovo.

Un consiglio pratico ed igienico da seguire, non rompere le uova, battendole sul bordo del recipiente dove vengono versate una volta aperte, il guscio potrebbe contaminarlo lasciando dei batteri. Quando si utilizzano le uova buttare i gusci senza lasciarli sul tavolo o superficie di lavoro ed igienizzare le superfici dove sono state appoggiate, come pure utilizzare l’utensile per separare il tuorlo dall’albume e non separare questi utilizzando lo stesso guscio, altrimenti la contaminazione è invitabile dovuta ai germi che sono sul guscio. 

Conservare le uova in frigo a temperatura 5° lontano o separate dai cibi circostanti sempre per le stesse ragioni, 5° gradi perché non si formi umidità sul guscio, cosa che avviene se conservate sull’apposito portauova situato sulla porta interna del frigo essendo là una temperatura più alta. Mai consumare un uovo, anche se fresco, se questo è lesionato o presenta qualche ammaccatura. Mai comprare uova situate nei frigoriferi dei supermercati, lo sbalzo termico provocherebbe umidità ed avrebbe lo stesso risultato del lavaggio. Ci sarebbe tanto ancora da dire sulle uova, che utilizzate con le dovute regole d’igiene, sono un alimento completo e ricche di proteine e non solo…

6) Perché la maionese non monta? Perché sovente si utilizzano le uova che prendiamo dal frigo e direttamente le utilizziamo, invece gli ingredienti che utilizziamo per la preparazione della maionese devono essere tutti della stessa temperatura, per cui anche se le uova sono in frigo si aprono con le dovute precauzioni come sopra spiegato e si lasciano per qualche minuto a temperatura ambiente prima d'iniziare a lavorarle.

Un altro trucco perché la maionese non giri, quando la si mette in frigo, è d’utilizzare l'olio di semi di girasole.

La maionese , quella fatta in casa va tenuta in frigo dopo la preparazione per evitare all'uovo di proliferare batteri con temperature adatte, come quelle che si trovano in cucina.

Un'altra raccomandazione è di non dimenticare di stare attenti a non lasciare i gusci delle uova vicino ai cibi al momento della preparazione, rompere le uova e mettere via i gusci senza lasciarli colare sul tavolo di lavoro ma premunirsi di un foglio di alluminio sul quale si poggiano e subito dopo si buttano, facendo attenzione che il resto delle uova insieme alla scatola che le contiene, non si situi vicino ai cibi che stiamo preparando.

Una adeguata igiene evita sempre di ritrovarsi con brutte sorprese.


                                       Piccoli consigli per non perdere tempo ...

Per tutti coloro che passano parte di buon tempo a preparare i vari pasti in una giornata, darei dei piccoli consigli per non trovarsi a dovere fare le corse per preparare a tempo un pasto. 

1)Se avete dei fritti da preparare, sovente s'infarinano gli ingredienti da far friggere ( pesce, verdure, carne ecc...) per evitare di mettere della farina da tutte le parti, si consiglia prendere una busta di plastica per la congelazione degli alimenti, di mettere la dose di farina che servirà per infarinare, alla quale aggiungerete una parte degli ingredienti da friggere, chiudendo l'estremità lasciandola gonfia d'aria , scuotete energicamente e ritirate l'ingrediente scuotendolo all'interno della busta in modo che la farina non venga sparsa sul tavolo da lavoro.

2) Per preparare in anticipo gli ingredienti che dovete utilizzare per una ricetta, è importante avere tutto a portata di mano, quindi prima d'iniziare a preparare un piatto è meglio che tutti gli ingredienti siano lavati se necessario, tagliati, impastati ecc.., questo permetterà di fare in poco tempo la parte finale che è la più importante, perché la tempistica è importante nella cottura di ogni alimento, quindi  non perdere tempo a tagliare gli ingredienti o lavarli quando si deve seguire la cottura di un alimento, sovente si sbaglia volendo fare tutto al minuto, la preparazione bisogna suddividerla in due fasi: preparazione degli ingredienti da adoperare e quella dell'attuazione nel procedimento. È un consiglio pratico che vi permette di non incombere nel caos, durante la preparazione di una ricetta.

3) Per non gettare via i resti di pane raffermo: passarlo al forno ad una temperatura sui 50° adeguata ad asciugare, tanto da farlo diventare croccante e secco, poi passarlo al mixer facendo attenzione a non raffinarlo troppo ed avrete un ottimo pane grattugiato.

Oppure il pane raffermo potrebbe diventare un ottimo crostone al formaggio, bagnando le fette in un po' di latte e passandole in padella appena unta col burro. Una volta dorate le fette da un lato girarle e adagiarvi sopra una grossa fetta di fontina o groviera, coprendo con un coperchio perché il formaggio si fonda, e servire con una spruzzatina di pepe nero una insalatina ed un buon bicchiere di vino bianco secco.

Il pane raffermo va utilizzato anche per fare farce per verdure, va passato al mixer con aggiunta di ingredienti vari a seconda dell’uso, che può essere per carni, pesce, molluschi ecc… Inoltre va usato per fare cubetti di pane passati in padella con un po’ d’olio e aglio con l’aggiunta finale di prezzemolo per accompagnare minestre, vellutate di verdure e tante altre buone cose che si realizzano in cucina. Per il momento mi fermo qui e vi saluto…

 

Ciao a presto!

 

Anna Giordano.

 

lunedì 3 febbraio 2025

Տիգրան Մանսուրյան - Մեր մանկության տանգոն



L'autore: Tigran Mansuryan merita d'essere ascoltato,
le sue opere sono meravigliose in esse c'è la sua terra, la storia,
le tradizioni, la bravura nel comporre musiche che toccano l'anima,
in esse vi è la bellezza trascendentale, la purezza e sensibilità dell'anima del compositore. Questo brano è meraviglioso, ascoltarlo riempie l'anima di una tenerezza malinconica e terribilmente carezzevole.
Ho scoperto le sue opere solo da qualche giorno e mi fa male pensare che l'ho conosciuto solo oggi e non prima! Bravissimo Maestro per questa stupenda musica da Lei scritta.

lunedì 20 gennaio 2025

E ... PIOVE ANCORA - POESIA, VOCE E REGIA: di Anna Giordano- Musica del Maestro:...



Questa poesia è un omaggio alla musica del Maestro Remo Anzovino che molte volte, 
come per questa poesia, n'è stata l'ispiratrice. 
Il sentimento che ho espresso è, infatti,
quel che questo brano mi ha trasmesso e lo condivido con estremo piacere con tutti coloro che passano di qui da tutto il mondo e siete in tanti, anche se taciturni.
 
Grazie e buon ascolto, sperando che in voi tutti nasca,
dopo tanta pioggia, un giardino di note
dove coltivare l'amore per la musica, 
unica lingua che unisce i popoli di tutto il mondo, che divenga lingua universale dell'anima,
un'oasi di pace e amore. 

P.S. Il testo della poesia lo trovate nel precedente video, 
sotto il video del Maestro Remo Anzovino da me pubblicato
qualche settimana fa su questo blog.

giovedì 9 gennaio 2025

Still Raining musica di: Remo Anzovino - Poesia di Anna Giordano: E... Piove ancora


E…Piove ancora

Musica che prendi l'anima e l’innalzi a Dio!

Trascendo con essa nel volo oltre tutte le emozioni…

pindarici voli sulle ali di note

raggiungono i cieli nelle vibrazioni dei violini.

Stupendamente bella la sensazione, che da esse nasce.

Musica che impregni la mia anima con sentimenti forti,

terribilmente belli,

tanto da creare in me giardini di note e fiori;

bellissima, incandescente e cristallina l'anima si libra

sulle note con le ali di una farfalla azzurra,

persa nel vortice di un refolo di vento,

si posa e riparte insieme a questa meravigliosa armonia

che, attraversa l'anima con delicatezza celestiale.

C'è da impazzire per la sua sensibile bellezza ed è

la meraviglia che di me s'impadronisce,

come penso si sia impadronita dell’anima del compositore,

perché creare il pathos che mi ha attraversata

non può che essere sentito profondamente  

per diventare musica anche della mia anima,

magnificenza estrema,

 nella bellezza di note imprendibili nel loro volo libero

verso mete di sogni infranti o da realizzare ancora ed

i miei occhi s’illuminano del mio sentire con lacrime di luce…

e piove ancora la bellezza che trasuda emozioni senza

tempo, nel tempo di una pioggia di note e di esse bagnarsi per dire

e… piove ancora… piove… piove ancora melodia!

Piove Melodia…

 

Anna Giordano 09/01/2025

 


sabato 21 dicembre 2024

'O RRE PEZZENTE- Poesia di Salvatore De Chiara- regia e voce di Anna Gi...


TESTO IN NAPOLETANO. ’O RRE PEZZENTE Quanta gente aggio tenuto; tutte quante attuorne a mme quanno ’a forza e ’a putenza io teneve cchiù ’e nu rre! Quanta vote aggio stennuto Chesta mano pe ddà aiuto A cchi nun teneva niente E suffreva comm’ a cché. A nu ciunco a nu cecato A na mamma disperata Ca cercava ’o ppoco ’e pane Pecché ’e figlie eva sazzià. E mmaie niente aggio anniato! Hanno tutte apprufittate, ncuollo a mme! Sta riccchezza ll’aggio dato tutta quanta E spugliannome d’ogni ccosa m’è rrimasto ’o riesto ’e niente, proprio comme a nu pezzente! D’int’ a stanza e nu spitale, d’int’o spizzio chi sa addò guardo buono dint’ a ll’uocchie a cchi soffre overamente e ccu nu felillo ’e voce cerca aiuto e stenna ‘a mano; nun fa nfenta ’e nun sentì… stienne ’a mana pure tu tanto ’a tte nun costa niente. Dint’ e viche, mmiezo a gente Ncoppa e ggrare ’e na chiesiella, guarda buono e ttiene mente a cchi stenne n’a manella. Nun fa’ nfenta ’e nun vedé… Stienne a mana pure tu, chella mana ch’he cercato; chella mana t’ha aiutato guarda buono a stu pezzente ch’è cchiù ricco forze ’e te: è proprio isso… chillu rre. Salvatore De Chiara. Traduzione del testo in Italiano, francese e spagnolo a cura di Anna Giordano. ____________________________________ IL RE PEZZENTE Quanta gente ho avuto; tutte quante intorno a me quando forza e potenza possedevo più di un re! Quante volte ho teso Questa mano per dare aiuto A chi non aveva niente E soffriva più che mai. Ad un infermo o ad un cieco ad una mamma disperata Che cercava un po’ di pane Perché i figli doveva saziare. E mai nulla ho negato! Hanno tutti approfittato, su di me! Questa ricchezza io l’ho data tutta quanta E spogliandomi d’ogni cosa Mi è rimasto il resto di niente, proprio come un pezzente! Nella stanza di un ospedale, nello ospizio chissà dove guarda bene dentro gli occhi a chi soffre veramente e con un filino di voce cerca aiuto e stende la mano; non far finta di non sentire… stendi la mano pure tu tanto a te non costa niente. Dentro i vicoli, in mezzo alla gente Sulle scale di una chiesetta, guarda bene e ricorda a chi stende una manina. Non far finta di non vedere… Anche tu stendi la mano, quella mano che hai cercato; quella mano che ti ha aiutato guarda bene questo pezzente ch’è più ricco, forse, di te: è proprio Lui… quel re. LE ROI MENDIANT Combien de personnes ai-je eues autour de moi quand je possédais la force et le pouvoir plus qu'un roi! Combien de fois ai-je tendu cette main pour aider ceux qui n'avaient rien et qui souffraient plus que jamais. A un infirme ou à un aveugle a une mère désespérée qui cherchait un peu de pain pour ses enfants qu'elle avait à rassasier. Et je n’ai jamais rien refusé ! Ils ont tous profité de moi ! De cette richesse que j'ai donnée en entier et en me dépouillant de tout Il ne me restait plus que le néant, comme un mendiant! Dans une chambre d'hôpital A l'hospice qui sait où Regarde bien dans les yeux ceux qui souffrent vraiment et avec un fil de voix cherche de l'aide et tend la main ; ne fais pas semblant de ne pas entendre toi aussi, tends ta main car cela ne te coûte rien. Dans les ruelles, parmi les gens, sur les marches d'une petite église, regarde bien et n'oublie pas à qui te tends une petite main. Ne faites pas semblant de ne pas voir Toi aussi, tends ta main, cette main que tu as cherchée ; cette main qui t'a aidé regarde bien ce mendiant qui est plus riche, sans doute, que toi : oui c'est vraiment Lui...c’est ce roi-là. _________________________________ EL REY MENDIGO Cuánta gente he tenido todos a mi alrededor cuando fuerza y poder ¡poseía más que un rey! Cuántas veces he tendido Esta mano para dar ayuda a los que nada tenían y sufrían más que nunca a un enfermo o a un ciego a una madre desesperada que buscaba un poco de pan por los hijos que tenía que saciar. ¡Y nunca he negado nada! ¡Todos se aprovecharon de mí! Esta riqueza la di toda y despojándome de cada cosa, me queda el resto de nada ¡igual que un mendigo! En una sala de hospital En el hospicio quién sabe dónde mira bien dentro de los ojos a los que realmente sufren y con un susurro busca ayuda y tiende la mano no finjas no oír tiende también tu mano porque no te cuesta nada. En los callejones, entre la gente en las escaleras de una pequeña iglesia mira bien y recuerda a quién tiendes una manita. No hagas como que no ves tú también tiendes la mano esa mano que tú has buscado; esa mano que te ha ayudado Mira bien a este mendigo que es más rico, quizás, que tú: Sí, es realmente Él... es ese rey. Salvatore De Chiara _________________________________

martedì 10 dicembre 2024

GLI INCONTRI E GLI ADDII DELLA VITA

 La vita è fatta di continui incontri ed addii, di situazioni instabili ed obblighi.

Quando stai per abituarti ad una persona, ad una cosa, ad una qualsiasi abitudine piacevole che sia, ecco
che questa sparisce o bisogna staccarsene. Già, capita sin dall'inizio della vita...
Il bambino prima di nascere cresce nel tepore e l’amore del ventre materno per nove mesi, quando poi nasce, lascia quel luogo caldo e dolce, che l’ha nutrito, cullato, fatto crescere, per un mondo tutto differente!
Ciò causa uno shock, il primo in ogni vita, che strappa l’essere umano all’amore della mamma, anche se poi ci si abitua e si abitua alla vista, alle carezze, all’ambiente nuovo che l’accoglie e che resta tale, se non ci sono cambiamenti, fino all’età prescolare ed ecco che si verifica un altro addio, la mamma lo porta all’asilo ed il distacco è ancora uno shock, nuovi visi, nuovi incontri, nuove abitudini che scombussolano il bambino, almeno fino a quando non si abitua e quando ha finalmente installato un rapporto con la maestra, i compagni ecc… ecco che ritorna per tre mesi a casa senza poter vedere i suoi amichetti che a loro volta sono in vacanza, dove incontrano altri loro coetanei, nascono delle amicizie, ma, finite le vacanze, devono dividersi, ognuno lascia un po' di sé nell'atro e qualche lacrima di rimpianto. Però, stare con la mamma ed il papà è di nuovo un piacere… Ma basta il tempo di una estate che c'è di nuovo un distacco e si ritorna a scuola. Nuova maestra nuovi compagni, nuova aula, tutto è da ricominciare. Un nuovo shock e così, per il resto degli anni scolastici.
Poi si diventa adulti e di persone ne sono passate nella propria vita, come pure di cose ed eventi, di stagioni e ricordi e, ci si accorge, che in fondo, la vita si basa su effimeri momenti che si dipanano, giorno dopo giorno, tra incontri ed addii. Può sembrarvi triste e senza senso vivere? Pertanto è così, noi siamo fatti di tempo, c'è un tempo per vivere, un tempo per essere e uno per morire.

Oggi stupidamente, ci sono tante guerre che annientano tante cose, città distrutte, persone che vengono uccise, che siano soldati o civili, non fa alcuna differenza poiché siamo tutti esseri umani, tutti figli di una madre che li ha tenuti al riparo dai pericoli perché vivessero, fossero, ma non morissero prima del tempo previsto. Con le guerre si commettono stragi di vite senza guardare se sono bambini o adulti oppure vecchi! Si uccide solo per il capriccio di dimostrare la propria superiorità, il proprio egoismo e manierismo di elevarsi a potenza mondiale. Sottraendo alle mamme i propri figli che ancora una volta devono staccarsi dalle famiglie per andare a combattere e farsi uccidere ed uccidere! Quanta stupidità è alle basi di una guerra e quanta poca stima di sé stessi abbiamo per non rifiutare gli ordini che ci vengono imposti da chi è stato scelto per governarci. Vorrei tanto che le guerre sparissero insieme a chi le alimenta, vorrei tanto che chi vive nei palazzi del potere, andassero a morire nell'inferno che hanno creato!
A cosa servono le guerre?
Solo per annientare quello che è stato costruito per decenni e dopo ricostruire sul sangue versato, altre città e fare altri profitti sia gli armatori che i governanti!
Questo è lo sporco gioco amaro della guerra e dopo, tutto si mette a tacere, come se tutto fosse giusto!
Così come quando si schierano i vincitori e i perdenti, purtroppo, penso che nessuno è vincitore in una guerra, siamo tutti perdenti, abbiamo perso la nostra identità, la nostra umanità, siamo tutti colpevoli di omicidio e nessuno è innocente, se non i bambini, i vecchi, le donne e uomini, che sono periti sotto le bombe e le macerie. Smettetela di fare guerre, con i soldi spesi in armamenti, tutta la popolazione mondiale potrebbe mangiare e vivere senza dover rinunciare al proprio diritto alla vita!

09/12/2024 Anna Giordano