Un blog universale per chi ha voglia di leggere: poesie, racconti, riflessioni, aforismi e tantissime altre bizzarrie della scrittura viste attraverso gli occhi dell'anima, accompagnate da tante fotografie. "TUTTI I DIRITTI D'AUTORE SONO RISERVATI"
venerdì 14 giugno 2024
A VOLTE Poesia di CARLO COPPOLA, Voce e regia di Anna Giordano. Musica ...
domenica 2 giugno 2024
RACCONTO: QUESTA È LA MIA VITA.
Il racconto l'ho scritto un bel po' di tempo fa. Lo costruii con i titoli di 100 racconti scritti da miei amici di penna, un esperimento, che chi ha ama scrivere e vuole giocare con le parole, può provare a farne da canto suo un esperimento;
i titoli sono scritti in maiuscolo ed in grassetto, senza subire variazioni a parte qualche virgola per dividere i titoli. Un esperimento che ho trovato stimolante e vi propongo invitandovi a provarci poiché molto divertente.
Basta giusto un po’ di fantasia.
Il titolo è:
QUESTA È
La casa in cui da piccolo abitavo, era
MENTRE FUORI NEVICA, penso a quanto accadde: fu TUTTO
IN UNA SOLA NOTTE, MI SVEGLIAI, era
Però, ricordo in particolare UN GIORNO SPECIALE, non UN
GIORNO COME TUTTI GLI ALTRI, Stavo da solo in casa, quando il nonno
giunse, gli chiesi a bruciapelo:
- Nonno
MI CI PORTI AL LAGO? - Lui sorpreso mi rispose:
- TONINO, GUARDAMI: ti ho
promesso di portarti al mare per fartelo conoscere, ricordi,
che ne dici se ci andiamo giovedì?
-
GIOVEDÌ MERCATO! No, nonno io voglio
andare al mercato, per comprarmi IL CAMION DI LATTA e IL CANE DI
KERIOTH in peluche, e due libri: JACK, IL FANTINO PERDUTO e IL
MOSAICO DEL MONDO, e pure
-
NADA MAS, piccolo, adesso senza dire nulla a tua
madre, IN PUNTA DI PIEDI facciamo una fuga: andiamo al mare.
-
Bello! Vado a dirlo al mio amico pupazzo PITZU CULU
O COSTA, con lui mi confido sempre…
Scappai su per le scale, presi al volo la mia coperta
inseparabile e dissi al mio amico:
- Sai che vado al mare?
Lui mi guardava immobile, quasi dispiaciuto, forse pensava
che portassi con me altri giocattoli, così lo rassicurai e gli dissi:
-
Ma no, siamo: IO, IL NONNO E
Mi disse:
-
Siediti AL POSTO TUO, come d’abitudine presi la
pistola giocattolo che stava sotto il sedile e la puntai come sempre, per
giocare, sulla schiena del nonno dicendo: AGENTE 00 SETTETE ti ho
in mano CARO JOE, prima di morire vuoi una CARAMELLA?
-
No!
Disse mio nonno,
-
Adesso non è il momento di giocare, partiamo se no
arriviamo tardi per il sorriso
-
Quale sorriso?
-
È una vecchia storia, quella di un uomo che
tutti chiamavano IL VAGABONDO perché faceva molti VIAGGI, in
realtà aveva un nome e la sua storia s’intitola appunto: IL VIAGGIO
D’ALFONSO.
Il nonno era partito ormai da un bel po’e la storia ci aveva
accompagnato fino alla nostra meta.
Lui seguitò, scendendo dall’auto, a raccontare, aspettavo
con ansia di sapere di chi era il sorriso da cui era partito tutto il racconto,
ad un tratto s’interruppe e mi disse:
-
Eccolo là, guarda! Quello è il mare, e giù in fondo
dove vedi che si congiunge col cielo è l’orizzonte, dimmi cosa vedi?
Guardai e cercai di scorgere qualcosa oltre l’immensa
distesa azzurra d’acqua, il mare era SBATTUTO dal vento contro gli
scogli, era uno spettacolo indescrivibile, tanto da mozzarmi il fiato, i miei
occhi erano lucidi di gioia annegavano nelle sue acque, sorridevo, non avevo
mai visto tanta bellezza, scrutai attentamente ogni minimo anfratto, ogni onda,
ma non vedevo nulla d’altro, così, dissi:
-
Non so nonno, tu cosa vedi?
-
Veramente lo avevo chiesto a te, ma visto che oggi sono
in vena di regali, ti dico che vedo:
IL MARE CHE RIDE,
-
Ride?
-
Sì, ride perché l’hai abbracciato.
-
HO ABBRACCIATO IL MARE, ma sei sicuro nonno?
-
Sì, mi è bastato guardare la gioia che ho letto nel tuo
sguardo, lo hai abbracciato con i tuoi occhi.
A quelle parole VOLEVO VOLÀ, CON
17 DEZEMBER 1908 una chiesa, nella quale si stava
svolgendo una funzione. L’organista suonava le VARIAZIONI DI GOLDBERG
AD UN VOLUME ALTISSIMO, tanto che aveva irritato ancor di più il pilota di
dirigibili, intento a bisticciare con la suocera, che abitava con lui nella
casa a due passi dalla chiesa.
La disputa era accesa e lei gridava:
- PRIMA O POI, A CASA D’ELISA SENZA DI TE, si starà meglio, ADRIANO STA CRESCENDO e tu
non puoi dargli tutto quello di cui ha bisogno, come pure A MARIA,
non potrai farla studiare!
-
Ma C’è ANCORA TEMPO! Sei come
tu
“IL MENDICANTE”, è sempre
SCOSSA, lei lo guardò interrogandosi… e lui aggiunse:
-
OGGI VIVO per l’ultima volta,
- Ma cosa dici, cosa hai in mente? Avevano ragione i medici di dire che non eri normale quella volta, quando, fosti ricoverato in ospedale, che cadesti in uno stato di AMNESIA totale, sulla CARTELLA CLINICA
NR 2179 lessi che, la notte facevi delle strane CONVERSAZIONI COL
BULLECCO parlavi d’ARTE PASSIONE E FOLLIA, parlavi di certe CONFESSIONI
DI UN NOTEBOOK una parola che non
esiste, scrivevi ed affermasti: prendo APPUNTI PER UNA STORIA CHE NON
SCRIVERÒ, UNA FAVOLA PER NOEMI, a chi ti riferivi?
Agli ASTRI PARALLELI, I GIRINI,
ai
BARATTOLI VUOTI,
ai VIAGGI, a tutti gli appunti
insensati che scrivevi sul tuo
PORT-FOLIO un altro nome da
te inventato?
La tua è UNA STORIA DA 50 LIRE,
non tiene in piedi, perché tanto vali tu:
CINQUANTA LIRE!
BIANCO dalla rabbia il pilota gridò:
-
Il mio racconto doveva essere SEMPLICEMENTE DEDICATO
A TE!
SIGNORA DEI BACI,
non ricordi vero?
Poi, gridò:
-
WHO’S YOUR DADDY ?
Ed uscì sbattendo la
porta. Come un folle, corse verso il suo dirigibile, che stava nel campo
accanto alla sua casa, si alzò in volo e si andò a schiantare sulla chiesa in
cui la suocera si era precipitata per chiedere aiuto, per fermarlo.
La tragedia avvenne con un CRASH che provocò
l’incendio della chiesa e le case circostanti, uccidendo un centinaio di
persone, tantissimi furono i feriti, così finì il suo ultimo viaggio.
-
Il nonno seguitò dicendo:
-
Da quelle ceneri, videro alzarsi in volo un gabbiano, forse,
l’anima d’Alfonso, che volò
ancora una volta sul mare, che lui
amava più di ogni cosa, effettuò
il suo ultimo volo da gabbiano, lasciando in eredità al mare il suo sorriso, lo stesso che il mare trasmette a chi lo vede per la prima volta, come è successo a te.
Ripartimmo e durante il tragitto pensai più volte a quante cose avevo appreso in quella giornata. Il nonno si fermò dopo trenta chilometri davanti a un bar: “IL MARINS”, per avvertire mamma della nostra assenza prolungata. Entrò nella cabina, compose il numero e disse:
-
PRONTO, C’È UALCUNO? Lei non c’era, non era mai in casa, come al
solito rispose quella fottuta segreteria telefonica, che diceva sempre la
stessa frase e che odiavo:
-
LASCIATE UN MESSAGGIO DOPO IL SEGNALE ACUSTICO…bip.
-
Ciao sono papà, ho preso Tonino con me, arriveremo per
cena…
Io nel frattempo avevo spalancato la portiera dell’auto ed
un AROMA DI VINO proveniente dal bar m’investì; il nonno finito la sua
telefonata, dalla cabina si diresse nel bar uscendone, con due buste e
porgendomene una, disse:
- Prendi, questa è per te, so che ti piacciono le patatine e questo è il POPCORN PER NICOLÒ, così non ci terrà il broncio per non averlo preso con noi.
Sorrisi immaginando la faccia di mio fratello, quando gli
avrei raccontato che il mare mi aveva sorriso, almeno avevo un testimone che
poteva affermare la verità, e per una volta non mi sarei sentito dire, bugiardo!
Anna Giordano 04/09/2008
CI SONO DONNE - Poesia di Carlo Coppola - Voce e regia di Domenico Ernandes
Ci
sono donne
Ci sono
donne che non vorresti incontrare mai,
ci sono
donne che vorresti sol per fare l’amore.
Ci sono
donne che non vorresti amare mai,
ci sono
donne che vorresti
ma …
loro non
vogliono te.
Ci sono
donne come te
Io ho
incontrato te.
Tu che mi
ascolti anche quando non parlo,
tu che mi
riscaldi quando ho freddo
mi consoli
se piango,
mi fai
grande anche se non sono niente.
Ci sono
donne …
Tu sei la
mia donna,
tu sei
donna, mamma,
sorella
moglie,
tu sei cosa
voglio,
tu sei mia,
anche quando
ti faccio piangere,
anche quando
non ti merito,
so quando mi
odi,
quanto mi
ami,
so chi sono
e chi sei,
ci sono
donne ...
Tra tutte le
donne amo solo te!
_______________________________________
Hay mujeres
Hay mujeres a las que nunca querrías conocer,
hay mujeres a las que te gustaría hacer el amor.
Hay mujeres a las que nunca querrías amar
hay mujeres que te gustarían
pero...
no te quieren.
Hay mujeres como tú
Yo te conocí
Tú que me escuchas incluso cuando no hablo,
Tú que me calientas cuando tengo frío
Tú que me consuelas si lloro
me haces grande aunque no soy nada.
Hay mujeres...
Tú eres mi mujer,
eres mujer, madre,
hermana esposa,
eres lo que quiero,
eres mía,
incluso cuando te hago llorar,
incluso cuando no te merezco,
sé cuando me odias,
cuánto me amas,
se quien soy y quién eres tú,
hay mujeres...
De todas las mujeres sólo a ti amo.
_______________________________________________________
Il y a
des femmes
Il y a des femmes avec lesquelles tu ne voudrais
que
faire l'amour.
Il y a des femmes que tu ne voudrais jamais aimer
Il y a des femmes que tu voudrais
Mais... elles ne veulent pas de toi.
Il y a des femmes comme toi
Je t'ai rencontrée.
Toi qui m'écoutes même quand je ne parle pas,
toi qui me réchauffes quand j'ai froid
toi qui me consoles quand je pleure,
toi qui me rends grand même si je ne suis rien.
Il y a des femmes...
tu es femme, mère,
sœur, épouse,
tu es celle que je veux,
tu es à moi,
même quand je te fais pleurer,
même quand je ne te mérite pas,
je sais quand tu me détestes,
combien tu m'aimes,
Je sais qui je suis et qui tu es.
Il y a des femmes...
De toutes les femmes,
je n'aime que toi !
Carlo Coppola
mercoledì 29 maggio 2024
I COMPORTAMENTI...
A volte mi domando perché le persone sono così altalenanti col loro umore. La cosa mi affetta e mi fa sentire causa di tali bruschi cambiamenti anche se faccio un accurato esame dei miei comportamenti nei loro confronti, per cercare di capire se la colpa sia mia, se ho sbagliato qualcosa inavvertitamente che abbia causato in loro l'indifferenza tanto da ingnorarmi, cosa che per me diventa sofferenza, tanto più che nell'analizzarmi, non trovo spiegazione al loro mutamento nei miei confronti. Troppo spesso questo avviene e per finire mi colpevolizzo senza conoscerne il motivo vero e proprio dovuto al loro comportamento. Tutto questo mi rende triste, perché l'instabilità degli altri mi destabilizza. Vorrei capire perché? Se a me capita qualcosa di spiacevole, una parola proferita a torto, un modo di fare di un'altra persona, amica/o, affronto con chiarezza quel che non va dicendole/gli quel che penso perché non restino incomprensioni tra le due parti. Invece vedo e constato, purtroppo, che più cerco d'essere sincera e più sono ignorata e cerco una risposta alle ragioni, di cui non trovo il perché. Forse vivo in una società troppo egoista che ragiona solo per il proprio ego e non si cura di chi vive per condividere un buongiorno, per dire ci sono se hai bisogno. Invece capita il contrario, quando si ha bisogno di quel buongiorno o di una parola di conforto, tutti spariscono allo stesso tempo e senza ragione. Penso e voglio sperare che io non sia la sola a notare e sopportare tali disagi, perché allora, dovrei proprio dirmi che tutto dipende da me.
"I torti sono di chi li riconosce, ma chi li causa scappa sempre!"
Anna Giordano 29/05/2024.
martedì 28 maggio 2024
IL CASO DELLE GEMELLINE SCHEPP
Dopo tanti anni si riaprono le possibilità di scoprire il mistero che per tanti anni ha lasciato nel cuore di una mamma tanto dolore e sconforto, il caso Schepp. Un evento che sconvolse, me compresa, per la maniera in cui si svolsero i fatti e che a caldo commentai con un mio scritto per capire un po’la dinamica dei fatti, attingendo dalle notizie che arrivavano da tutti i notiziari che per molti giorni seguirono il caso delle due gemelline Schepp.
Oggi ho appreso che la
giornalista Sciarelli, della trasmissione televisiva: “ Chi l’ha visto” riapre
il dibattito sul caso, per una lettera in cui si fa noto, da parte di una
persona anonima, che all’epoca lavorava nella tipografia di Cerignola, dove si
sarebbero stampati falsi passaporti riguardo il caso Schepp. Ho cercato nel mio
computer ciò che nel 2011 scrissi in proposito e che oggi pubblico perché anche
se le mie sono solo supposizioni da romanziera che sono, e non affermazioni
vere e proprie, che però potrebbero aprire la mente di chi cerca di arrivare
alla verità.
Cosa che spero, un giorno
non lontano, possa dare la chiave di lettura di un mistero irrisolto che
procura tanto dolore alla mamma coraggiosa: Irina, che non ha mai smesso di
sperare.
Quanto segue sono le mie
riflessioni all’epoca dell’accaduto, traendo dalle notizie apprese dai mezzi
mediatici, sparse un po’ qua e là durante le interviste ed articoli
giornalistici, in cui emergono fatti non del tutto elucidati e rimasti, per me,
con punti interrogativi e che ho voluto elencare all’epoca, in breve tempo per
non dimenticarli, nel testo che segue di quanto scrissi in proposito. Dopo ci
sono state altre verità o fatti che hanno arricchito di particolari la vicenda
e di cui al momento in cui scrissi quanto segue, neppure i mass midia ne erano
a conoscenza.
Riflessioni
“Penso e ripenso in
questi ultimi tempi, dove siamo finiti, dove è finito il rispetto per la vita,
dove è finito l’amore dei padri, delle mamme per i figli e viceversa, così come
per tutta l’umanità…
dove sono finiti i
principi che da sempre hanno fatto girare questo vecchio mondo che ci ospita?
Penso alle due
gemelline ultime innocenti prigioniere della loro sorte.
Penso al padre che le
ha rapite… voglio solo sperare che siano ancora in vita, lo spero con tutto il
cuore anche perché le anomalie di questo caso sono tante e lasciano riflettere.
Mi sono chiesta perché
nessuno ritira il corpo di Schepp?
Ma è stato
identificato e se sì da chi?
Penso ai familiari che
non hanno ancora ritirato la sua salma, e quindi è possibile che non l’abbiano
neppure identificato?
Sarà identificabile,
oppure l’impatto l’ha reso irriconoscibile?
Tante domande soltanto
per sapere se è veramente morto, no, perché il piano da lui ideato è da film d’ Hitchcock, e le notizie che ho
potuto leggere e seguire in TV fino adesso, mi lasciano pensare che forse una
mente tanto machiavellica, magari, è stata capace di uno scenario tutt’altro
che quello che ha voluto dare a vedere fino adesso.
Un marito che ha voluto punire con l’arma più atroce
la moglie, la vendetta nel toglierle le bambine.
Bambine che voleva con lui, da quello che è stato
detto. Certo, io mi baso sulle notizie che ho appreso, e mi scuso se avanzo
un’ipotesi fra tante altre che sono state avanzate e sperate.
Posso pensare che le bambine siano state salvate, ma
della salma che non sia stata identificata, cosa della quale non si parla, lascia
in me un punto interrogativo.
Per cui, ipotizzando che non sia stata fatta
l’identificazione, baso la mia ipotesi sul fatto che Schepp sia vivo e che,
essendosi fatto passare per morto, si sia liberato della sua identità ed abbia,
insieme alla donna che l’accompagnava, preso il volo per una destinazione
ignota.
Bisognerebbe sapere se i suoi conti in banca abbiano
subito prelievi importanti negli ultimi mesi, verificare anche quelli della
donna che è scomparsa se ci sono stati movimenti di somme sul suo conto in
banca, ammettendo che ce ne sia uno.
Il perché di questa mia deduzione, che forse può
sembrarvi romanzesca, potrebbe essere un piano diabolico sviluppato con minuzia
dall’ideatore del rapimento.
Per prima cosa perché nessuno, neppure i genitori,
hanno richiesto il cadavere del figlio?
Seconda cosa, perché lo zainetto che aveva nelle
mani quando si reca al bancomat era pieno e poi è stato ritrovato vuoto?
Terza, perché si ferma a Cerignola per uccidersi e
in più, prima di farlo scrive una lettera per annunciarlo alla moglie?
Perché tanta meticolosità nel tracciare il suo
itinerario e poi far sparire il navigatore, se non aveva nulla da nascondere
del suo viaggio poiché ha avvertito la moglie ad ogni suo passo tramite
lettere?
Perché la donna che abitava a pochi chilometri dal
luogo in cui abitava lo stesso Schepp è sparita lo stesso giorno, e perché
aveva cambiato abitazione, da qualche mese abitava in un piccolo Hotel? Perché
Schepp era stato visto più volte in quel paese?
Ai perché ho cercato di dare una risposta… col poco
che ho appreso dalla stampa.
La prima, i genitori di lui che non hanno chiesto il
corpo, sarebbe necessario sapere chi ha riconosciuto il morto, sempre che
questi sia riconoscibile, visto l’impatto che ha subito col treno.
Se non è stato riconosciuto chi dice che sia lui?
Potrebbe essere un altro che lo stesso Schepp ha
potuto incontrare e scegliere durante il suo lungo viaggio, qualcuno che gli
somigliasse, un clochard di cui si è parlato poco, a chi ha potuto far
indossare i suoi vestiti, e lui ha potuto indossarne altri magari contenuti
nello zainetto trovato vuoto nell’auto. E perché no, avrebbe potuto indossare
anche una parrucca o altro per passare inosservato, quando ha preso, magari, un
treno, per raggiungere le bambine e la donna.
Il perché abbia scelto una stazione come quella di
Cerignola, dovrebbe far pensare che la stazione è una piccola stazione poco
frequentata, fuori dagli sguardi indiscreti, dove nessuno si accorge di nulla,
forse per paura di parlare…
Perché avrebbe indicato alla moglie che si toglieva
la vita, soltanto per convincerla del suo piano, senza lasciarle un dubbio
minimo, concentrando tutta la sua attenzione sulle bambine che l’ha distolta
dal resto…
Perché informarla di tutto il tragitto inviandole
delle lettere per attestare il suo itinerario e così
sviare ancora una volta l’attenzione sul suo vero
itinerario, poiché non ha fatto trovare il navigatore che lo avrebbe tradito e
rivelato ogni suo movimento.
Perché tanta cura nel non far ritrovare il
navigatore, se ha eseguito quel che ha scritto nelle lettere a sua moglie, se
non altro che per nascondere il suo vero piano?
La donna vista in sua compagnia, nonché scomparsa, è
stata vista uscire, per l’ultima volta dove albergava, con un grosso zaino.
Insomma la mia è solo una supposizione, non conosco i particolari e Irina, la
moglie, mi domando se ha pensato di far fare la prova del D.N.A al corpo nella
bara?
Come prima ho
detto, forse la mia fantasia corre, ma tutto può essere possibile…come pure può
essere possibile che lui sia morto ed abbia ucciso le bambine o date in
affidamento, ma una cosa in tutto questo resterebbe senza risposta, se la donna
avrebbe accettato di seguire Schepp, se così fosse, perché l’avrebbe fatto?
Per amore, per soldi, o pazza anche lei, tanto da
prendersi le bambine di un uomo che avrebbe pagato per affidargliele e poi si
sarebbe ucciso lasciandola in un mare di guai?
O se lei fosse stata innamorata di lui, avrebbe
accettato di lasciarlo morire senza fare niente? Oppure lei era all’oscuro del
piano di Schepp e come sopra ho detto, sono partiti in posti remoti, ad esempio
le isole in cui erano stati, lui e le bambine, durante le festività natalizie
qualche mese prima?
In tutto questo però la donna
dove sarà? Spero che lei sia in vita insieme alle bimbe, tutto è legato da un
filo molto sottile.
Anna Giordano 2011- 2024.

