lunedì 17 giugno 2019

PENSIERI SPARSI



Puntare il dito è un gesto che sovente si fa, a volte senza neppure riflettere. 

Il gesto può significare tante cose, come: 
accusare, indicare, cogliere l'attenzione, condividere con una o più persone qualcosa di rilevante, tanto da attirare la propria e l'altrui attenzione verso un punto, che diventa anche un punto d'incontro...
Quindi, il dito è il primo punto da osservare per sapere dove conduce lo sguardo.
 È   un po' come  un semaforo, attira l'attenzione guardandolo per rendersi conto su cosa fare.
Il dito, come il semaforo ha la sua  importanza, suscitano entrambi attenzione, indicano, ma dopo passano in secondo piano; il resto che presta interesse è l’oltre, oltre il dito, oltre il semaforo diventa una personale scelta.
Scegliere se fermarsi al giallo, quando si può ancora andare oltre oppure fermarsi, tenendo conto di tutti gli altri fattori, la prudenza nel fermarsi o la sfrontatezza nel passare rischiando il rosso,  mettendo così in pericolo le persone che sono sulla stessa strada.
Penso proprio che guardare il dito, porti automaticamente, a dover tenere conto di tutto il resto per capire cosa e perché stiamo guardando e cosa vediamo, e gli altri come vedono il punto che indica! Se fosse altrimenti, il punto indicato rimarrebbe solo un punto perso nel nulla, al quale non si riuscirebbe a dare un’identità o spiegazione a tutto quel che ne segue, così come l’utilità di un semaforo nel deserto.

14/10/2015 Anna Giordano 


giovedì 13 giugno 2019

PENSIERI SERALI SULL'AMORE




L’amore non può essere un dovere poiché è il sentimento più libero che possa esistere, l’amore non ha una logica segue l’impulso del cuore, l’amore è cieco per grazia di Dio poiché non fa distinzione né di razza, né di casta, né di bellezza…

L’amore è la cosa più bella che possediamo, vive in ognuno di noi, basta coltivarlo, più lo si regala e più cresce nel cuore. Se si possiede un briciolo d’amore e lo si tiene stretto nel cuore senza condividerlo, si annullerà. L’amore diventa tale solo quando si dona. Dare amore vuol dire riceverne. Un gesto d’amore verso chi ne ha bisogno riempie l’anima e gli occhi di lacrime di gioia. Dare è un atto d’amore e quando il cuore lo dà non guarda quanto ne possiede, no, lo fa d’impulso senza ragionarci sopra


Quanta passione,
quanta magnanimità,
quanta grazia, dolcezza,
comprensione,voglia di vivere...
Quanto dolore lenisce l'amore!
Quanto ardore,
quanta devozione,
quanto altruismo,
quanta implorazione,
quanta disperazione
racchiude un cuore colmo d’amore!

Anna Giordano

martedì 11 giugno 2019

Pensieri serali: LA POLITICA


"La politica più la frequenti e più scopri che è una puttana."

"La Politica è una signora che non invecchia mai perché nella sua borsa cela migliaia di maschere. Ne  indossa una ogni volta,  per non farsi riconoscere e così, inganna chiunque con il suo nuovo aspetto, anche se, immancabilmente, si tradisce poiché i suoi atteggiamenti rimangono sempre gli stessi."

Anna Giordano 10/06/2019

lunedì 10 giugno 2019

Pensieri serali: osservare, potere, osare domandare

Se osservi conosci, 
se vuoi puoi,
se osi domandare ottieni.

Gli occhi servono per vedere e conoscere allo stesso tempo, anche se, capita, che chi guarda a volte non vede perché non osserva, ma lascia lo sguardo vagare senza vedere. Chi osserva presta attenzione a quel che vede e per cui,  ciò che vede si trasforma in conoscenza.

La volontà  porta al superamento di ogni ostacolo. Solo se si vuole veramente raggiungere il proprio obiettivo.

Osare è il modo più efficace  per ottenere. 
Per conoscere una risposta affermativa o negativa che sia, se non si osa porre alcuna domanda la risposta rimarrà un punto interrogativo, compreso il rimorso per non avere osato porla.

Ogni domanda comporta una risposta, che può essere affermativa o negativa, la cosa certa che se non si osa porla di sicuro non ci sarà alternativa se non, che a quella negativa.

Anna Giordano  5 maggio 2019

martedì 4 giugno 2019

IL MASSIMO DEL CUORE (DEDICATA A MASSIMO TROISI)



Lui, si chiamava Massimo,
 anche se lui non si sentiva d'essere il massimo!

Era un ragazzo timido e scontroso,
che non parlava italiano,
perché  la sua lingua, 
diceva,  
era il napoletano.

A lui bastava osservare e dai suoi occhi buoni,
ognuno, anche senza parlare,
intuiva,
quello che il suo cuore diceva.

Il cervello, gli serviva, sì, 
per pensare, 
ma nulla trapelava dalla sua bocca
se prima non passava per il cuore...

Lui dava, a chi l'incontrava:
al cinema, in teatro, inTV oppure in piazza,
un pezzo del suo cuore,
fin quando, a forza di donarlo,

non ne lasciò per lui 
neppure un soffio.



'O Massimo d''o core       ( A Massimo Troisi)

'O nomme suje era Massimo,
pure si isso, nun se senteva 'e essere 
'o mmassimo!

Era nu guaglione 'e  natura,
 timido e nu poco scuntruso.

Nun parlava italiano, 
pecché a lengua soje, diceva, 
ch’ era 'o napulitano!

A isso ll'abbastave 'e guardà,
cu chill'uocchie suje, buone,
c’ognuno, pure si nun parlava,
capeva,
chello ca 'o core suje diceva. 

'O cerviello, sì,
 lle serveva pe' penzà,
 ma niente asceva 'a chella vocca,
si primma nun passava pe' 'o core suje.

Isso deva a chi 'o 'ncuntrava:
‘o cinema, 'o teatro,in TV o miezzo a 'na piazza,
 'nu piezzo 'e core suje,
c”a fforza d''o regalà, nun ne lasciaje pe' isso,
manco nu sciuscio.


01/06/2019  Anna Giordano






lunedì 3 giugno 2019

Libertà ridata ( Affinché la Memoria non vada mai persa per le vittime della Shoah)



Libertà ridata     ( Affinché la Memoria non vada mai persa)

Passerotto,
che sul gelido filo spinato
guardavi gli uomini infierire sugli altri loro simili.
Tu,
che vedesti sfilare in quei campi, nude e scheletriche vite,
di cui, ancora oggi, si nega l’esistenza
Racconta tu, com'erano  trattate quelle vite…
assoggettate e crudelmente sottomesse all'odio razziale,
raccontami,
 come sopravvivesti a tanto atroce male?

Tu vedesti l’eterno livore,
alimentare quegli esseri senza cuore,
vedesti il loro rancore trasformarsi in fumo sacrificale,
che  usciva dai comignoli di quei forni dell’orrore,
dove ogni parola è vana per raccontarne il dolore.

Dimmi dov'era allora, la misericordia che tanto cantiamo
ed innalziamo nelle nostre preghiere all'eterno  Amore,
che in quei luoghi rimase freddamente assente…
Tu,
unico spettatore libero di pensare e agire,
volasti  attraverso  quel fumo prendendo sulle tue fragili ali
le anime loro, che portasti in alto, sempre più in alto, lontano dall'odio,
per  renderle finalmente libere.

30/05/2019 Anna Giordano




MI MANCHI





Mi manchi…

A te che mi seducevi con sorrisi crespi di solitudine nel vespro.
A te che mi riempivi delle profondità dei tuoi abissi.
A te che conducevi lo sguardo mio nell’immensità della tua luce;
dedico questo scritto, per non dimenticarti,
ora che vivo lontana dal tuo sguardo azzurro.
Mi manca la tua luce che cerco di barattare col blu del cielo
e il verde dei campi...

Dio come sei bello, mare!
Come sei perfetto nonostante le tue rughe,
e le fossette porose disegnate dal vento;
il destino delle tue onde
si arresta ai piedi delle rocce.
Gabbiani dominatori,
sulle sommità delle colline in pietra,
adottano gli atteggiamenti di un pensatore africano.
Mi piacerebbe viaggiare nella loro anima,
per vivere anche soltanto un attimo,
il loro sguardo su di te.
Pescatori in cerca di solitudine,
assaporano la tua tranquillità
seduti sui tuoi marciapiedi,
tappeti di mosaici rocciosi…
Amo quei marciapiedi che perpendicolari si slanciano verso il tuo infinito.
Mare, sei il solo viso che conosco,
la cui bellezza pare eterna,
che piova, faccia bello,
soffi il vento o l’aria non respiri,
sei sempre là,
vestito d’espressioni diverse
ed infinitamente seducente…
Che tu gioisca o no dei raggi solari o lunari,
lo sguardo tuo resta,
terribilmente luminoso d’emozioni.
Incantata dai tuoi movimenti,
a ogni istante le tue onde si spingono nel mio profondo,
ne sento l’odore ed il rumore e l’eco dei tuoi passi,
come musica inedita,
vestiti di grazia in me si ripetono,
regalandomi l’eleganza di una danza,
di cui lo stile dimora indefinito.
                                                                            12/10/2007                   Anna Giordano